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Sbiancamento dentale: i consigli del dentista

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Sbiancamento dentale: i consigli del dentista

Guardatevi per un momento allo specchio: come vi sembrano i vostri denti?

Luminosi, oppure spenti?

Spesso tendiamo a trascurare il nostro sorriso, ma la bocca è uno dei migliori punti di forza del volto.

Parlare con una persona che ha un bel sorriso ed una bella bocca è già un punto a vantaggio della comunicazione interpersonale.

Le discromie sui denti, se non vengono trattate in modo adeguato, possono trasformarsi in macchie indelebili, che danneggiano la vostra immagine.

Anche se non provocano problemi gravi per la corretta funzionalità della bocca, i denti gialli sono molto fastidiosi e antiestetici.

E allora, perché nascondere il proprio sorriso, quando una soluzione c’è e si chiama sbiancamento dentale?!

Vediamo insieme di cosa si tratta.

Che cos’è il dental bleaching?

Mentre mangiamo o beviamo, lo smalto dei nostri denti, essendo poroso, assorbe determinate sostanze che, con il passare del tempo, si fissano sulla dentina e formano una patina scura sulla superficie esterna dei denti, limitandone la brillantezza.

Inoltre, l’accumulo della placca e del tartaro, può provocare serie patologie orali, a volte anche irreversibili.

Lo sbiancamento dentale, professionalmente definito Dental Bleaching, è una tecnica utilizzata per rimuovere le macchie sui denti e ridonare la giusta luminosità allo smalto.

Molti dentisti, specializzati in sbiancamento dentale, come lo studio dentistico Tabasso di Savigliano, sostengono che, per avere risultati soddisfacenti, è consigliabile ripetere il trattamento almeno ogni 6 mesi, ossia 2 volte all’anno.

Lo sbiancamento dentale è una valida alternativa estetica, rispetto a tanti altri trattamenti estetici, più fastidiosi e soprattutto più costosi.

Gli specialisti autorizzati a questo tipo di trattamento sono: l’Odontoiatra e l’Igienista dentale.

Che differenza c’è tra la detartrasi ed il dental bleaching?

Il più delle volte, i pazienti tendono a confondere il dental Bleaching con la Pulizia dei denti, tecnicamente denominata Detartrasi.

In realtà si tratta di due procedimenti completamente diversi:

  • lo sbiancamento dentale permette di schiarire i denti, rendendoli più luminosi e più bianchi;
  • la detartrasi, permette di rimuovere la placca ed il tartaro, presenti in quelle zone dei denti, più difficili da raggiungere con lo spazzolino.

Mentre la detartrasi può essere eseguita solo a livello professionale, ossia in studio; lo sbiancamento dentale, invece, può essere praticato sia a livello professionale che a livello domiciliare.

Sbiancamento professionale

Dopo aver eseguito un’iniziale anamnesi del paziente, lo specialista provvede a proteggere le mucose della bocca dall’azione dagli agenti sbiancanti (il Perossido di Idrogeno o il Perossido di Carbamide), tramite l’utilizzo della cosiddetta diga di gomma.

Il gel sbiancante viene steso sui denti e lasciato in posa per alcuni minuti.

L’azione sbiancante dipende principalmente dal tempo di posa e dalla foto-attivazione messa in atto tramite l’utilizzo del laser.

I risultati sono nettamente superiori a quelli che si possono raggiungere con uno sbiancamento domiciliare “fai da te”.

Sbiancamento domiciliare

Di solito, le persone tendono ad utilizzare un dentifricio abrasivo per schiarire i denti, non considerando i possibili danni che i micro-granuli possono arrecare non solo allo smalto, ma a tutta la bocca.

Un altro metodo, molto usato, sono le mascherine dentali, in silicone, contenenti un particolare gel sbiancante, a base di perossido di carbamide.

Per avere risultati soddisfacenti e duraturi, è necessario indossare la mascherina per almeno due ore al giorno, per 7 giorni consecutivi.

Poi ci sono le strisce adesive, meglio conosciute come White strips, con uno spessore di circa 0,2 mm, che devono essere applicate sui denti durante la notte. Il trattamento dura massimo 2 settimane.

Ed infine, ricordiamo i classici metodi della nonna: pensiamo, ad esempio, al Bicarbonato di Sodio e all’acqua ossigenata. Entrambi, devono essere utilizzati in modo corretto, per non danneggiare i denti e le gengive.

Cosa è bene fare prima di uno sbiancamento dentale?

Di solito lo specialista, prima di eseguire un Dental Bleaching, valuta lo stato di salute di tutta la bocca e l’eventuale presenza di processi cariogeni in atto.

Qualora ci fosse una carie, è necessario intervenire subito con un adeguato trattamento, per evitare che la soluzione sbiancante penetri nella cavità e raggiunga la polpa dei denti, provocando inutili infezioni.

Quanto durano gli effetti di uno sbiancamento dentale?

In condizioni normali, l’effetto del trattamento può durare anche fino ad un anno.

E’ però possibile mantenere più a lungo i denti bianchi, sottoponendosi a delle sedute di controllo periodiche.

Determinante è anche eliminare le cattive abitudini che macchiano i denti ed eseguire una corretta igiene domiciliare utilizzando gli strumenti giusti (filo interdentale, scovolino, collutorio non aggressivo e dentifricio al fluoro, non troppo abrasivo).

Come si formano le macchie sui denti?

In natura esistono due tipi di macchie dei denti: quelle estrinseche e quelle intrinseche.

Le prime sono dovute:

  • all’età;
  • all’assunzione di antibiotici e antistaminici;
  • al vino rosso, al caffè, bibite gassate, aceto balsamico e salsa di soia, ecc.;
  • al diabete;
  • ad un eccesso di fluoro;
  • a particolari cibi (dolci con coloranti, more, ciliegie, mirtilli e barbabietole).;
  • al fumo di sigaretta.

Logicamente, non si deve smettere di consumare questi alimenti, l’importante è eseguire sempre ed in modo adeguato una corretta igiene orale dopo ogni pasto.

Le seconde, invece, sono genetiche.

Lo sbiancamento dentale permette di ottenere risultati più vantaggiosi sulle macchie estrinseche.

Quali sono i rischi di uno sbiancamento dentale?

Un trattamento sbiancante non comporta effetti collaterali per il paziente.

Di solito dopo il trattamento, il paziente avverte solo una leggera e temporanea sensibilità dentale o gengivale, dovuta all’azione degli agenti sbiancanti.

È consigliabile non eseguire questi trattamenti su donne in gravidanza, perché non sono ancora chiari gli effetti delle sostanze sbiancanti sul feto.

Dopo il trattamento, è bene non fumare e non consumare particolari alimenti, come ad esempio i mirtilli, i dolci, il tè, ecc., perché contenendo coloranti chimici, potrebbero facilmente danneggiare il risultato ottenuto con lo sbiancamento dentale.

By | 2018-06-29T18:40:32+00:00 29 giugno 2018|Categorie: Odontoiatria|

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