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Finalmente una legge nazionale sul cyberbullismo

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Finalmente una legge nazionale sul cyberbullismo

Approvata all’unanimità dalla Camera con 432 voti.
È stata definitivamente approvata, all’unanimità, la legge per contrastare le varie forme di cyberbullismo.

Finalmente si ha un punto di partenza concreto per reprimere questo tipo di azioni. È assolutamente necessario educare e formare i giovani su questo fenomeno, in continua crescita.
È bene che i nostri ragazzi abbiano ben chiaro il limite tra la vita on line e la vita offline, soprattutto vivendo in un mondo tecnologico come il nostro!

Per la prima volta, in Italia, è stato definito, dal punto di vista legislativo, l’identikit del cyberbullo.

Per bullismo telematico si intende ogni forma di pressione, attacco, denigrazione, calunnia, furto d’identità, modificazione, acquisizione o trattamento illecito dei dati personali, conseguita a danno dei minori.
Tutto questo può avvenire, utilizzando differenti strumenti mediatici, come:

  • Telefonate
  • Chat simultanee
  • Messaggi
  • Siti di giochi online
  • Social network (Facebook)
  • Forum online

Le tipologie di cyberbullismo
Nancy Willard, Direttore del Center for Safe and Responsible Internet Use, ha individuato più forme di cyberbullismo:

  • Flaming: la spedizione di messaggi online offensivi e volgari. Solitamente si verifica all’interno di forum o di una chat condivisa.
  • Put-downs: spedizione di mail a più soggetti, per mettere in cattiva luce la reputazione di una singola persona.
  • Masquerade: l’appropriazione dell’identità di un’altra persona, per pubblicare messaggi con contenuti volgari.
  • Exposure: la pubblicazione dei dati privati di una persona.
  • Trickery: l’acquisizione di confidenze particolari, per una pubblicazione on line non consentita.
  • Cyberstalking: il ripetersi di molestie, mirate ad incutere paura e terrore.
  • Cyberbashing: il caso in cui uno o più individui molestano fisicamente un soggetto mentre altri riprendono l’accaduto con il videotelefonino.

Chi è vittima di una qualsiasi forma di cyberbullismo, anche se minorenne, può rivolgere istanza al gestore del sito Internet e richiedere l’oscuramento, la rimozione o il blocco dell’aggressione on line. Se il gestore ignora tale richiesta, allora la vittima può rivolgersi direttamente al Garante per la Privacy, che entro 48 ha l’obbligo di intervenire. Quando si parla di gestore non si intendono gli access provider, le cache provider e i motori di ricerca.

E al bullo cosa succede?

Il “bullo” minorenne viene convocato dal Questore insieme ai genitori. Ogni decisione presa dal questore cessa con il raggiungimento della maggiore età (18 anni) del ragazzo.
Presso la Presidenza del Consiglio, sarà istituito un tavolo tecnico che avrà il compito di monitorare il fenomeno ed elaborare strategie d’azione per prevenire futuri atti di cyberbullismo.

Scuola e docenti contro il cyberbullismo

In seguito a questa legge il MIUR sta elaborando un piano di prevenzione nelle scuole, consistente in:

  • una specifica formazione del personale scolastico;
  • una elaborazione delle misure di sostegno;
  • una promozione dell’uso consapevole di internet;
  • una rieducazione dei minori coinvolti.

In ogni Istituto scolastico ci sarà un docente di riferimento, impegnato a collaborare con le varie forze dell’Ordine di Polizia, a tutela della vittima e dei rispettivi familiari. Il preside ha il compito di informare subito la famiglia della vittima ed attivare specifiche azioni educative.
Finalmente abbiamo dotato il nostro Paese di uno strumento utile e concreto per contrastare il dilagare di questa piaga sociale.

By | 2017-10-01T11:24:23+00:00 2 ottobre 2017|Categorie: Notizie|

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