Vuoi farti pubblicità su questo sito? Vuoi proporre il tuo sito per uno scambio link? Clicca qui

La dipendenza affettiva: una trappola da cui si può uscire

Home/Psicologia/La dipendenza affettiva: una trappola da cui si può uscire

La dipendenza affettiva: una trappola da cui si può uscire

Tutti noi amiamo essere circondarci di persone a noi care, che ci amino, ci ricoprano di attenzioni e ci facciano sentire amati. Fin qui nulla di strano. La dipendenza affettiva invece consiste in una sorta di esasperazione da parte dell’individuo nella ricerca di attenzioni ed affetto, fino a far diventare questa condizione patologica. In alcuni casi, infatti, la ricerca continua di conferme affettive all’esterno porta gli individui affetti da dipendenza affettiva, a sopportare condizioni inaccettabili. Anche quelle che in alcuni casi mettono in pericolo la persona stessa.

Chi soffre di questo problema ha necessità di essere accompagnato da uno psicologo per avviare il proprio percorso di guarigione, che lo aiuti innanzitutto a migliorare la propria opinione di se stesso ed a ritrovare la propria autostima esaminando allo stesso tempo le proprie ansie e le proprie paure.

Cosa è la dipendenza affettiva

Chi soffre di dipendenza affettiva, non riesce a stare bene da solo, ha sempre paura di rimanere con se stesso, non riesce a decidere in totale autonomia, ma ha sempre bisogno di conferma da chi lo circonda. In sostanza è una persona che non ha la capacità di prendersi cura di se stessa. Insomma si tratta per certi versi di una situazione morbosa, che spesso può causare malessere e disagio sia psicologico che fisico. In pratica la persona si trova in questa situazione suo malgrado.

Esistono diversi tipi di dipendenza affettiva, ma una delle più diffuse è la dipendenza affettiva dal partner. Sembrerebbe infatti che le persone più colpite da questo fenomeno siano di sesso femminile.

In una dipendenza affettiva dal partner l’individuo affetto dal problema, arriva a negare se stesso, a favore dell’altro. I propri bisogni, le proprie necessità vengono sistematicamente trascurati per dare priorità a quelli del compagno/a. Una delle caratteristiche principali della dipendenza affettiva è la costante ricerca di approvazione da parte dell’altro, ricoprendolo di attenzioni e trascurando le proprie.

Ciò lascia intendere quanto chi sia affetto da questo disturbo in genere abbia una bassa autostima e poco rispetto per se stesso.

In pratica questa forma morbosa di affetto fa pensare a chi ne soffre che l’unico modo per ricevere amore sia quello di sacrificarsi per il/la compagno/a ed obbedirgli.

Spesso inoltre questo circolo vizioso malato è tipico di relazioni univoche, in cui colui o colei che è affetto da dipendenza affettiva non è ricambiato dall’altra persona, e più si vede rifiutato più insiste nel dare attenzioni a quella persona per riceverne in cambio. Il tutto spesso ha anche luogo in contesti che diventano violenti. Da tale circolo vizioso la persona che ne è affetta non riesce a uscire da solo.

Come affrontare la dipendenza affettiva

Poiché chi è affetto da questo disturbo spesso non è obiettivo riguardo la sua situazione ed inoltre non ha le forze per uscire dalla trappola che lui stesso si è creato, è necessario ricorrere all’aiuto di uno psicologo.

Grazie al supporto costante di uno specialista, infatti, che creerà un trattamento su misura per il proprio paziente, sarà possibile condurlo per mano a migliorare la propria visione di se stesso. Verrà lentamente incrementata la sua autostima, lo psicologo insegnerà al paziente a rispettarsi e volersi bene. Con l’aiuto dello psicologo il paziente riuscirà finalmente a interrompere quel circolo vizioso malato e morboso da cui non riusciva a uscire da solo.

Questo percorso porterà il paziente a prendere nuovamente in mano la propria vita ed a cercare nel rapporto col prossimo, un affetto sano ed uno scambio costruttivo che non sia a senso unico.

By | 2017-09-29T09:58:11+00:00 28 settembre 2017|Categorie: Psicologia|

About the Author: