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L’eiaculazione precoce: sintomi, cause e rimedi

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L’eiaculazione precoce: sintomi, cause e rimedi

L’eiaculazione precoce è una disfunzione sessuale che colpisce gli uomini. Si tratta di un disturbo diffuso in modo particolare nella popolazione maschile al di sotto dei 40 anni. Secondo alcuni studiosi il fenomeno potrebbe affliggere più persone di quanto si sappia, a causa dell’imbarazzo che il disturbo provoca negli uomini, che non sempre sono quindi pronti a parlarne con un medico o uno psicologo.

Descriviamo il disturbo dell’eiaculazione precoce

Il disturbo dell’eiaculazione precoce consiste nell’incapacità di controllare l’eiaculazione. Questa disfunzione sessuale viene suddivisa in due livelli distinti in base al momento in cui si manifesta. Esiste infatti l’eiaculazione precoce primaria, se si presenta sin dall’inizio della vita sessuale dell’uomo. Vi è poi l’eiaculazione precoce secondaria se il fenomeno si manifesta dopo un intervallo di tempo in cui l’attività sessuale è appagante. Vi è poi anche il disturbo generalizzato quando esso persiste in ogni momento della vita sessuale del paziente, e quello situazionale, quando il fenomeno si presenta solo in alcune circostanze specifiche o con qualche partner.

Nel 2008 ha avuto luogo una conferenza internazionale sul fenomeno, in cui è emerso che esiste un vero e proprio disturbo di eiaculazione precoce quando essa si verifica sempre o quasi, entro 60 secondi dalla penetrazione.

Inutile sottolineare quanto il disturbo crei grande frustrazione, ansia e stress nella persona che ne è colpita. Il tutto ovviamente influisce anche negativamente nella vita di coppia.

Come affrontare l’eiaculazione precoce

Il disturbo dell’eiaculazione precoce è un fenomeno complesso che necessita di un trattamento che abbini diversi tipi di terapie. Tra di esse vi sono :

  • La terapia farmacologica: esistono due tipologie di antidepressivi che aiutano a combattere il fenomeno rallentandolo. Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e i triciclici. In alcuni casi è anche previsto l’uso di anestetici locali.
  • La terapia sessuologica comportamentale: va a rendere più efficace la terapia farmacologica che va comunque abbinata ad essa. Tra gli esercizi previsti da questa terapia ve ne sono alcuni che aiutano a gestire e controllare l’eccitazione tramite la respirazione, lo yoga o ancora il training che aiuti a rilassare. Tutti questi trattamenti sono finalizzati a migliorare la capacità di gestione dell’intervallo di tempo che porta all’orgasmo. Essi inoltre consentono all’uomo di ascoltare meglio il proprio corpo, di imparare a riconoscere meglio le sensazioni che precedono l’eiaculazione. In questo modo egli può imparare a prestare maggiore attenzione a questi segnali così da consentire al rapporto sessuale di durare di più.
  • La psicoterapia individuale o di coppia: nel primo caso essa serve per aiutare chi abbia una storia di violenze ed abusi sessuali, o ancora presenti disturbi riguardanti l’identità. La terapia di coppia invece si rende necessaria nel momento in cui intervengono fattori di tipo relazionale che agevolino la presentazioni del disturbo, in particolar modo se, ad esempio, esso è di tipo situazionale .

Nel caso di una coppia stabile è di vitale importanza incentrare il rapporto non tanto, o non principalmente sul sesso, inteso come prestazione da portare a termine. Non devono esserci ritmi da rispettare né ansie di sorta. La coppia deve tenere ben presente che anche il semplice toccare l’altra persona, accarezzarla rappresentano gesti di intesa di coppia.

Cosa non deve fare la partner?

Se la partner manifesta atteggiamenti di negatività nei confronti del disturbo, presentando un comportamento aggressivo, minacciando di interrompere il rapporto di coppia, ovviamente può solo aggravare il problema. L’uomo intensificherebbe la sua ansia, la sua frustrazione fino ad evitare il rapporto intimo di coppia.

Cosa può fare la partner per supportare il compagno affetto da eiaculazione precoce?

Cercare di non esacerbare il problema, con atteggiamenti di tipo aggressivo o peggio ansioso è sicuramente la prima cosa da fare. Creare sensi di colpa nel proprio partner è assolutamente inutile oltre che controproducente. Il disturbo va affrontato insieme, con il dialogo e consigliando il supporto di uno psicologo, di un andrologo che possano aiutare con metodi efficaci a risolvere il problema.

 

By | 2017-09-29T09:56:50+00:00 25 settembre 2017|Categorie: Psicologia|

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