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Vaginismo: cosa è e come affrontarlo

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Vaginismo: cosa è e come affrontarlo

Il Vaginismo è un disturbo relativo alla sfera sessuale femminile. E’ un problema che affligge molte donne, che molto spesso evitano di esporre il problema al proprio medico per pudore o discrezione.

Pur non essendo una vera e propria patologia, esso è però un problema di importante entità, in quanto influisce sulla sfera emotiva e psicologica della persona e spesso non permette di vivere con serenità ed appagamento la propria vita sessuale.

Cosa è il vaginismo

Il vaginismo è un disturbo che coinvolge sia la sfera fisica e psicosomatica sia quella psicologica ed emotiva della donna.

Dal punto di vista strettamente fisico il problema consiste in una contrazione dei muscoli circostanti la vagina. Si tratta di una contrazione muscolare involontaria, di uno spasmo, che rende dolorosa la penetrazione se non talvolta addirittura impossibile.Fisicamente, infatti, la contrazione dei muscoli della zona crea una vera e propria restrizione dell’ingresso della vagina.

Dal punto di vista psicologico ed emotivo in genere viene riscontrata una fobia nei confronti dell’atto penetrativo in sé e per se. Esso provoca ansia e la paura di provare dolore induce anche ad evitare l’atto sessuale completo. Il tutto genera spesso non poche frustrazioni sia nella donna colpita dal fenomeno del vaginismo, che nella coppia in genere.

Le cause sono in linea di massima di origine psicologica. Nella storia della donna possono esservi traumi collegati alle prime esperienze di rapporti completi, esperienze di abuso sessuale, educazione rigida e che non fa vivere il sesso in modo gioioso, ma potrebbero anche esserci dei collegamenti a come la donna viva e gestisca le proprie emozioni e come si relazioni col corpo.

I sintomi tipici del vaginismo sono quindi dolore, formicolio o bruciore al momento della penetrazione.

Vanno distinti quattro gradi di vaginismo, valutati sulla base dell’intensità dello spasmo e della fobia.

Vaginismo I e II grado: spasmo moderato, penetrazione dolorosa ma possibile. (dispareunia)

Vaginismo di III e IV grado: spasmo muscolare grave, penetrazione impossibile. In questi due gradi di intensità la fobia è più intensa e severa.

Come affrontare il vaginismo

Per affrontare il problema al meglio e cercare di risolverlo prima possibile, è necessario innanzitutto imparare a non provare vergogna o colpevolizzarsi per il fenomeno. Occorre accettarlo e non nasconderlo o peggio ancora negarlo.

Una volta stabilito questo approccio di accettazione positiva e propositiva nei confronti del vaginismo, si potranno scegliere diversi trattamenti per combattere il problema.

Ginecologo: è il primo specialista a cui rivolgersi se si sospetta di soffrire di vaginismo. Il tutto per escludere qualunque possibile causa organica del fenomeno. Inoltre, non tutti sanno, che candida e vestibolite possono agevolare il problema del vaginismo. Se presenti quindi esse vanno curate con trattamenti farmacologici.

La terapia sessuologica o anche psicosessuologica condotta dal sessuologo è utile per trattare il vaginismo. Essa consiste in un colloquio psicoterapeutico associato al training che aiuti a controllare la reazione dei muscoli del pavimento pelvico tramite tecniche di rilassamento autogeno. Se lo specialista lo ritiene necessario può abbinare anche una terapia farmacologica per la gestione dell’ansia.

Se la donna fa parte di una coppia solida e stabile, può essere utile anche la partecipazione del partner in questo trattamento.

La psicoterapia individuale o di coppia è un’altra soluzione, specie nell’eventualità in cui siano presenti anche problemi di tipo psicologico . Essa però non esclude la terapia sessuologica e medica.

Ricordiamo, infatti, che è sempre lo psicoterapeuta a determinare la combinazione di trattamenti ad hoc per la paziente. Il tutto sulla base di quelle che sono la sua diagnosi e la sua prognosi.

Va precisata una cosa molto importante: non bisogna soprassedere quando il fenomeno si presenta. Più precocemente si interviene, più veloce e incisiva potrà essere la terapia.

By | 2017-09-27T16:57:36+00:00 21 settembre 2017|Categorie: Psicologia|

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