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Attacchi di panico: l’ansia e il bisogno di protezione

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Attacchi di panico: l’ansia e il bisogno di protezione

Nel linguaggio comune si usa dire che si è vissuto in maniera ovattata, laddove l’ovatta è al tempo stesso un materiale usato per proteggere le ferite, ed un contenitore comodo e morbido. Viver nell’ovatta è come se anticipare mentalmente le ferite e le scottature che il mondo procura, evitando di confrontarsi in prima persona: cosicché il problema dell’autonomia viene evaso sulla base della legittimazione dell’amore. In alcuni rapporti affettivi si può sentire dire che l’altro è come una droga: ciò sta a significare lo stato di dipendenza che si sta vivendo attraverso la relazione. In effetti possiamo ritenere che inizialmente in un rapporto d’amore la dimensione di dipendenza sia quasi un passo obbligato.Tuttavia successivamente si deve trovare il coraggio di sperimentare l’autonomia all’interno del rapporto, poiché solo la capacità di donarsi spazi di autonomia personale permette alla relazione di crescere. Se si rimane dentro la fantasia di giocarsi le relazioni affettive perdendo i propri confini psicologici e vivendo in uno stato perenne di fusionalità con l’altro si corre il rischio di non capire nulla di se stessi. Questo comporta un grande impegno che è da mettersi in riferimento al fermarsi a riflettere, interrompere il turbinio di azioni ed emozioni da cui veniamo rapiti per poter entrare in contatto con la propria interiorità. Una altra modalità per rimanere letteralmente “legati” all’altro rinunciando a se stessi consiste nel vivere in maniera oppositiva la relazione: chi non si trova mai d’accordo, chi guarda sempre dall’altro lato non riuscendo a condividere mai nulla, comunica qualcosa di molto importante: esprime una dimensione di insicurezza personale che si organizza attraverso il contrasto con l’altro.

L’errore come rimedio all’ansia

Essere sempre accondiscendente od opporsi in ogni momento rappresentano in definitiva due facce della stessa medaglia; infatti in tutti e due i casi si reagisce, si dipende dall’altro per quanto riguarda le proprie scelte, e le proprie idee. Ma solo quando ci si accorge che è la stessa persona attraverso la sua definizione della realtà relazionale che ha organizzato l’ansia ed il panico allora si può procedere verso il cambiamento; in quel preciso momento sarà la stessa ansia ad essere il ponte per attraversare il proprio mondo interno e che permetterà al soggetto di assumersi il rischio della propria esistenza. Io credo che l’ansia sia qualcosa che avvenga all’interno della relazione con riferimento ad un progetto che è in parte oscuro a chi lo formula e che rende impossibile lo sviluppo del rapporto stesso. Se si riesce, come afferma Jung, a comprendere che “La conoscenza poggia non solo sulla verità, bensì anche sull’errore” allora avremo una nuova chiave di lettura dei rapporti umani. Incontrare l’errore vuol dire sperimentarci con ciò che non era previsto, con ciò che non era programmato a priori, con l’altro che diventa uno stimolo alla propria emozionalità. Quando però questa situazione si cronicizza, il dubbio sulle proprie capacità può coinvolgere l’intera propria esistenza ed assumere la forma di sfiducia costante verso se stessi; ed è a questo punto di tale revisione globale del nostro essere che iniziamo a percorrere una strada senza uscita a tal punto da far si che chi soffre di panico spesso ha bisogno di qualcuno, di solito un parente, come accompagnatore. Ci si difende da tutto ciò che crea un qualche coinvolgimento e paradossalmente si evita di apprendere ciò che sicuramente è più importante capire; cioè che proprio da quella emozione che spesso ci ostiniamo a chiamare negativa possiamo ricavare qualcosa di utile. C’è la tendenza ad evitare tutto ciò che non rientra nei nostri schemi, ci allontaniamo da tutte quelle persone che ci creano sconvolgimenti negativi, pensando che sia la soluzione ottimale per una vita tranquilla.

Dott. Marco Ventola

Altro articolo sicuramente molto interesante è quello scritto dalla Dott.ssa Mariella Spilabotte, consultabile sul suo sito: www.psicologo-a-frosinone.it.

L’articolo sugli attacchi di panico è strutturato in sezioni e tratta questi disturbi in modo completo ed esaustivo, rispondendo a domande molto interessanti: cosa sono, perchè si manifestano, i sintomi e la cura.

By | 2017-05-18T13:50:56+00:00 12 maggio 2017|Categorie: Psicologia|Tags: , , |